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The Boys of Summer

1923 - Washington D.C.


Mi fa specie vedere nel volto di questi bambini la voglia di vivere e sapere che in questo momento la loro giovinezza è sfiorita. Di loro, probabilmente, rimane solo il ricordo nella memoria di qualcuno: un figlio, un nipote. Ma nessuno può ricordarli così.
Non immaginavano gridando yeah alla camera che a migliaia di chilometri di distanza, 90 anni più tardi, uno sconosciuto avrebbe guardato il loro volto dimenticato in quell’indimenticabile pomeriggio alla spiaggia di Potomac. Non immaginavano di poter esistere solamente nei suoi occhi, una frazione di secondo, prima di essere dimenticati nuovamente.

Categories: Ricordi
  1. maggio 19, 2010 alle 13:54 | #1

    Roland Barthes parlava della fotografia (nella camera chiara) come l’immagine di fantasmi.
    Stavo in giro per vedere qualche blog da mettere nella rubrica feeds del sito. Complimenti. Se sei poi pure romanista, grande.

  2. maggio 20, 2010 alle 12:14 | #2

    grazie Paolo, non conoscevo Roland Barthes.

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