“Appello agli amici INTERISTI di buon cuore: se stasera andate allo stadio, visto che grazie al geniale Moratti prima della partita sfileranno in campo venti bambini ROM sgomberati da quei cattivoni del Comune di Milano……. FISCHIATE!!!!!!” Queste le parole di Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord in Lombardia qualche ora prima della partita Inter – Barcellona dello scorso 20 Aprile.
I bambini, tutti compresi tra i sette e i nove anni, sono stati scelti tra quelli sgomberati con le loro famiglie dagli insediamenti di via San Dionigi e del cavalcavia Bacula, e ora ospitati dalla Casa della carità di don Virginio Colmegna. Per loro una giornata particolare. Sono stati accolti a San Siro nel pomeriggio, hanno fatto merenda ed hanno vestito la maglia dell’Inter, scendendo in campo con i giocatori. Subito dopo sono saliti in tribuna.
E non si è sentito alcun fischio.
Forse non è più proprietario del Manchester City F.C. In ogni caso scrive Massimo Gramellini su La Stampa:
Nella lontanissima Thailandia una massa di contadini poveri e arrabbiati ha invaso la metropoli Bangkok per riportare al potere un miliardario. Si tratta del presidente del partito Thai rak Thai: i Thai amano i Thai. I rivoltosi accusano i governativi di essere una cupola di algidi snob e di aver fatto fuori l’ex premier (il miliardario dell’amore) grazie a un ribaltone parlamentare propiziato dalla compiacenza dei poteri forti e dalle inchieste della magistratura. Il miliardario, in esilio dopo una condanna per corruzione, possiede un impero di telecomunicazioni, una squadra di calcio fra le più importanti d’Europa e una quantità imprecisata di villone. Eppure i poveri ribelli sostengono che lui è uno di loro e prendono a calci le auto di media cilindrata della borghesia intellettuale di Bangkok – impiegati, insegnanti, funzionari pubblici – che li disprezza e da cui si sentono disprezzati. Per rappresaglia il governo ha oscurato la tv del miliardario, il cui portavoce (un cantante) ha minacciato pesanti ritorsioni.
Ora, è evidente che quella è la Thailandia e certi fenomeni populisti non potrebbero mai attecchire qui da noi. Ma da osservatori, sia pure distaccati, ci poniamo egualmente un quesito: come è possibile che un povero contadino si senta rappresentato da un miliardario e accusi di snobismo e insensibilità sociale chi sta appena un po’ meglio di lui? Chissà se qualche thailandese si degnerà di risponderci.
Umberto Bossi annuncia l'elezione del figlio Renzo
Nicole Minetti è stata eletta consigliere regionale della Lombardia. Igienista dentale, vanta nel curriculum partecipazioni al casting di Colorado Café: il suo nome compariva nel listino blindato del pdl e la vittoria di Formigoni ha automaticamente decretato la sua elezione. Sorvolando sulle modalità con cui vengono scelti i candidati a ricoprire un incarico pubblico, la cosa che non mi spiego è l’elezione di Renzo “la trota” Bossi come primo tra i candidati della Lega Nord a Brescia. Il suo nome non era tra quelli del listino blindato. La gente ha espressamente indicato il suo nome accanto al simbolo del partito.
L’altra sera, girovagando fra i canali, mi sono imbattuto in un volto ispirato che, dal palco di una piazza, inneggiava all’amore e urlava: entro il 2013 vogliamo vincere il cancro. Giuro, diceva proprio così. Vo-glia-mo vin-ce-re il can-cro. Non la disoccupazione. E nemmeno lo scudetto. Il cancro, «che ogni anno colpisce 250 mila italiani». Sulle prime ho sperato fosse il portavoce del professor Veronesi e ci stesse annunciando uno scoop mondiale. Così ho telefonato a uno dei 250 mila, un caro amico che combatte con coraggio la sua battaglia, e gli ho dato la grande notizia. Come no?, ha risposto, adesso però ti devo lasciare perché sono a cena con Vanna Marchi.
Ho degli amici molto spiritosi. Mi auguro che tutti i malati e i loro parenti la prendano allo stesso modo. E anche tutti i medici che in ogni angolo del pianeta si impegnano per raggiungere quell’obiettivo. In Italia con qualche problema in più, dato che il governo che entro tre anni intende vincere il cancro ha ridotto i fondi per la ricerca scientifica. Vorrei sorriderne, come il mio amico. Ma stavolta non ci riesco. Ho perso i genitori e tante persone care a causa di quel male. E allora: passi per le barzellette, le favole e persino le balle. Fa tutto parte del campionario di iperboli del bravo venditore e il pubblico ormai è assuefatto allo show. Ma anche a un’alluvione bisogna mettere un argine. Bene, per me il cancro rappresenta quell’argine. Non è: un milione di posti di lavoro. Non è: meno tasse per tutti. Il cancro è una cosa seria. E lui, che lo ha avuto e lo ha vinto, dovrebbe saperlo.
Riforma della giustizia, intercettazioni, partito dei giudici, riforma scolastica, riforme costituzionali, presidenzialismo, federalismo fiscale, informazione faziosa, opposizione giustizialista, cancro. Parlano di tutto ma non di lavoro.
E l’ultima busta paga di mio padre, compresi gli assegni famigliari, è inferiore alla pensione dei miei nonni.