Alle prese con Jacob
marzo 14, 2010
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Il sogno della notte scorsa è ambientato a Pisa.
Tutto ha inizio nella mia casa, poco importa se nella realtà si trova da tutt’altra parte, e come spesso succede sono alle prese con qualcuno che ha voglia di litagare.
Uscito di casa per andare a tagliare i capelli, ricordo di essermi sentito in colpa per dover spendere soldi in modo frivolo, ancora una volta, gravando sulle non rosee finanze famigliari. Imboccato il lungarno Pacinotti mi accorgo di non avere con me abbastanza soldi per pagare il conto: decido quindi di tornare a casa, ma solo dopo aver fatto colazione in uno dei bar della via. Il sentimento avaro che aveva inizialmente percorso la mente era evidentemente già sparito.
Entrato nel locale aspettavo di essere servito. C’era un banco da salumeria e un salumiere che affettava: per qualche motivo mi sembrava normale chiedere a lui cornetto e cappuccino. Compare quindi alle mie spalle un altro cliente, molto tranquillo, che con semplicità disarmante pretendeva di essere servito prima di me. Ovviamente non ci sto, faccio valere le mie ragioni e con il sangue che ribolliva ero già pronto a menare le mani. Lo sconosciuto voleva chiaramente provocarmi, ma la calma con cui parlava e si atteggiava era sospettosa, quasi fosse consapevole di essere superiore a me. Stavo iniziando a pensarlo quando interviene il salumerie in mia difesa, anche lui con fare audace: in un attimo inizia lo scontro fisico ed entrambi si rivelano essere due esperti di arti marziali. Colgo quindi l’occasione per scappare attraverso il retrobottega, uscendo dal negozio adieacente in qualche modo collegato e solo dopo aver avvertito le proprietarie di chiamare la polizia.
Destinazione casa perchè, ricordo, non avevo abbastanza soldi per tagliare i capelli.
Correvo lungo Borgo Stretto quando incrociando Monsignor Guerri, questi inizia a gridare ai presenti che stavo scappando e che dovevano per questo motivo prendermi. La cosa ebbe come effetto quello di farmi correre ancora più veloce e persino le case di piazza Santa Caterina sembravano volermi ostacolare crollandomi addosso.
Tutto inutile, riesco a raggiungere casa.
Presi i soldi mi dirigo nuovamente verso il parrucchiere. Passando davanti al negozio attraverso il quale ero fuggito, mi fermo a parlare con le signore di prima per sapere com’era andato a finire lo scontro: il salumiere aveva avuto la peggio, ma stava bene.
Inizio quindi a raccontare loro come aveva avuto inizio la vicenda, senza tralasciare alcun particolare. Inizialmente interessate, a metà racconto sembravano aver perso la curiosità ed annoiate iniziarono a parlare con altre persone che nel frattempo si erano avvicinate.
Ed è così che mi sono svegliato: confuso e incredulo, per aver sognato una scemenza del genere.
P.s. Il contendente sconosciuto aveva le sembienze di Jacob di Lost.
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